trenemmercàto

Chiunque è autorizzato a non leggere di seguito e dàjedetuttoschermo.

Ad ogni modo il treno che passa in mezzo al mercato, due pensieri te li versa in testa.
Ecco perché vorrei presentarvi Terje Sorgjerd anche se non lo conosco.

Fotografo norvegese, paesaggista, canonista, Terje ha catturato un po’ di luce e di movimento in giro per il mondo, se l’è portati a casa e l’ha condensati in una paginetta di chicche audiovisive, che a quelli come me fanno venire il caldo alla pancia.
Il calore di cui parlo nasce due dita sotto l’ombelico e si traduce in un desiderio insensato di fare tua quella visione, di lanciarci dentro gli occhi e viverla in prima persona. L’insensatezza, a sua volta, sta nell’amare e desiderare quei luoghi e quelle persone, rimanendo al di qua di uno schermo che ne sarebbe la negazione. Però Terje è bravo a consegnarti questa illusione e io lo ringrazio per questo.

Il treno e il mercato sono nati per raccontare storie. Figurarli individualmente o farli coincidere in un’unica immagine è tanto facile, quanto scomodo è fermarsi in mezzo ai due estremi; fra la separazione e la fusione, giustapporli soltanto; immaginarli talmente vicini da sfiorarsi letteralmente, da impregnare, spostare, respirare e far respirare la stessa aria.
E’ per questo che mi piace stare su quel treno, bermi quei colori di frutta saturati oltre il credibile e la luce che scazzotta improbabile con l’ombra. Mi piace seguire il viaggio, cambiare mercato senza soluzione di continuità, in barca, nello sbrilluccichìo viscido dei pesci, fra verdure, cappelli, carni, rughe e sorrisi.

Anche da questo lato dei cristalli liquidi, mi piace, mi piace e mi piace.

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